La storia a lieto fine di Incas salvato dai persecutori

Un husky è stato sottratto dal giudice alla famiglia che lo teneva incatenato esposto alle intemperie. Ora ha trovato esseri umani degni di questo nome

    di Ivana Sandri

    TRENTO. Era stato preso da cucciolo, per diventare il nuovo gioco di un bambino. Gli anni passavano e il piccolo Incas crebbe, il bambino divenne adolescente e dirottò il suo interesse verso altri divertimenti. Ormai inutile e superfluo, scoprirono che "il cane perde il pelo" e lo relegarono su un balcone, dove il peluche in disuso non dava fastidio. Però il balcone non era recintato, perciò quale migliore sistema che legarlo al muro con una corda di 1 metro di lunghezza? Così il balcone, seppur piccolissimo, era sufficiente per tutto: mangiare, dormire, sopravvivere. Da quel momento molti anni si erano succeduti, giorni sempre uguali di solitudine e di nulla, costretto a vivere in mezzo alle feci e all'urina, per bere un contenitore di polistirolo con poca acqua resa verde dal putridume, solo un vecchio tavolino a ripararlo dal freddo nelle gelide notti d'inverno e dal sole nelle torride giornate d'estate. Molti anni di maltrattamenti, per scontare la colpa di non essere più un giocattolo divertente. Qualche condomino non si accorgeva di quanto accadeva, altri non accettarono la crudeltà e si sono rivolti alle associazioni - Enpa e Flama d'Anaunia - che hanno ottenuto il sequestro del cane e l'affidamento al canile Pan Eppaa di Rovereto. Per Incas significò acqua pulita e fresca, non più catena, persone amiche che gli allungavano con uguale abbondanza bocconcini e carezze. Alcuni mesi in cui il piccolo Husky aveva potuto, finalmente, capire che gli umani potevano anche significare cose piacevoli e dimostrare, a sua volta, che sotto il pelo di un cane spesso si cela la bontà di un angelo: gli anni di crudeltà subite non avevano scalfito la dolcezza della sua indole.

    E finalmente arrivò una lettera importante, il giudice aveva deciso di sottrarre per sempre Incas ai persecutori. Questa brutta vicenda si è tramutata in una bella favola: Incas ora vive nella sua nuova casa con Loris e Daniela, con cui va a fare lunghe passeggiate tutti i giorni, ha a disposizione due balconi e ci va quando ne ha voglia, mentre passa il resto del tempo beatamente sdraiato sulla sua copertina in salotto, perché in fin dei conti è un vecchietto di 10 anni, anche se la bella vita lo fa ora assomigliare ad un giovanotto pieno di energia e di voglia di giocare. E la voglia di giocare gli serve, perché quasi ogni giorno arrivano a trovarlo e a coccolarlo anche i due nipotini, Andrea di 2 anni e Alessia di 4 anni e mezzo. Le persone che lo hanno relegato nella sofferenza, anche vedessero quanto affetto e dolcezza ha portato nella sua nuova famiglia sono troppo rozze per capire a quale ricchezza hanno rinunciato.

    15 giugno 2012
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