Orsi, crescono i dubbi tra gli operatori turistici

Dopo l’allarme di Maffei, altri albergatori e commercianti sono preoccupati: «Gli esemplari sono troppi e molti clienti hanno paura di andare nei boschi»

    di Walter Facchinelli

    «Il Progetto Life Ursus va rivisto, ridimensionato o chiuso» queste le prese di posizione dopo gli episodi che hanno avuto come protagonista l’orso. Le affermazioni di Giacomino Maffei, che ieri al Trentino denunciava il “cattivo effetto orso” sul turismo e chiedeva una riflessione sul Progetto, sono appoggiate da altri operatori turistici. Il primo a sottolineare che «l’orso ha cambiato le abitudini di chi frequenta la montagna» è Bruno Dalla Giacoma, dell’hotel Touring a Madonna di Campiglio. «Una certa clientela è preoccupata per l’orso - dice ancora Dalla Giacoma - Sono famiglie che frequentano Campiglio per andare nei boschi con i bambini, sono i turisti che cercano funghi. Noi operatori diciamo che l’orso non si vede e che gli esemplari sono pochissimi, ma i turisti restano perplessi. Fino a qualche anno fa, il turista trovava simpatico il fatto che ci fosse l’orso, oggi si rende conto che è anche un potenziale pericolo».

    Per Dalla Giacoma, in 4-5 anni il sentimento verso l’orso è passato «dalla curiosità alla preoccupazione». Sentimento registrato anche in Val Rendena. Giambattista Beltrami del ristorante tipico Magnabò a Carisolo conferma quanto i suoi colleghi dicono sommessamente: «Ieri l’orso era visto con curiosità, adesso crea paura. È un problema per quanti, turisti e paesani, frequentano la montagna. La verità è che il territorio è cambiato, l’orso non trova da mangiare in quota e così scende nei paesi. Il numero di 4-5 orsi era accettabile, 40-50 no».

    Anche per Cesare Maestri, il Ragno delle Dolomiti «gli orsi forse sono troppi». Sul fronte “turismo”, il Comitato antiorso è attento a non creare allarmismo tra i turisti. «È vero - afferma Wanda Moser - partiremo con una raccolta di firme per chiedere a Lorenzo Dellai di “Liberare il Trentino e i trentini dall’orso”, ma ci siamo proposti di non tenere manifestazioni eclatanti durante la stagione estiva. Ribadisco: l’orso è una vittima del Progetto che lo vuole a ogni costo. E, sul fronte dei costi, sarebbe interessante sapere quanto ci sono costati fino a oggi gli orsi».

    La soluzione avanzata a più voci, che punta alla salvaguardia del Trentino e degli orsi è «riportiamoli tutti in Slovenia». Bruno Dalla Giacoma sottolinea: «Lì hanno a disposizione grandi aree non popolate. Lì in 40 km non trovi una casa, qui ci sono 70 Comuni».

    IL DIBATTITO NEI CONSIGLI. Nel consiglio comunale di domani a Strembo si parlerà dell’orso. E lo si farà in consiglio a Caderzone Terme, dove Gianni Mosca Piazzi ha verbalizzato: «Vi è la necessità di porre dei correttivi al Progetto, tenendo conto dei problemi di sicurezza che sta causando per i ripetuti episodi di aggressione sugli animali».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 giugno 2012
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