La casa di riposo di Mezzolombardo accelera i lavori del centro polifunzionale. Costo 846 mila euro
MEZZOLOMBARDO. Un centro polifunzionale, una collocazione adeguata per i propri uffici e anche un magazzino, oltre a un giardino protetto dove accogliere i pazienti affetti da Alzheimer. Sono le novità annunciate entro il 2013 per l’azienda pubblica di servizi alla persona «San Giovanni» di Mezzolombardo, novità alla cui realizzazione la Provincia aveva già destinato in marzo un finanziamento di 550 mila euro (pari al 100% della spesa ammessa) e che ora si arricchiscono di nuovi interventi, oggetto di una variante che porta il costo del progetto a 846.257 euro.
La differenza (296.257 euro) verrà coperta dalla stessa casa di riposo, che nella tabella di marcia illustrata dal presidente Gaetano Tait scandisce le tappe di avvicinamento al futuro assetto: «Il bando di gara è pronto e nel giro di un mese contiamo di arrivare all’assegnazione. Sarebbe importante avere la struttura in cemento del centro alla vigilia dell’inverno. In questo modo, per la metà del 2013 potremo tagliare il traguardo».
Si tratta di dare un nuovo volto all’attuale “foresteria”, «uno spazio non utilizzato e isolato rispetto alla casa di riposo», spiega Tait. Lì confluiranno i quattro uffici amministrativi, che saranno collegati al corpo dell’azienda da un corridoio con pareti a vetro. Nel nuovo centro polifunzionale (su una superficie complessiva di 350 metri quadrati), sono previste poi una sala soggiorno e animazione e altre stanze per il riposo e l’accoglienza degli ospiti. Il piano interrato sarà invece adibito in parte ad archivio, in parte a magazzino (con accesso dal tunnel dell’autorimessa esistente). Sono in programma anche interventi per assicurare le migliori condizioni igienico-sanitarie agli operatori della lavanderia/stireria.
Sopra il nuovo edificio, infine, prenderà forma lo spazio verde a disposizione dei pazienti Alzheimer, un giardino protetto.
Alla «San Giovanni», a questo punto, resteranno vuoti i locali ora occupati dagli uffici e dalla sala del consiglio e in quell’area Tait prova a immaginare il nucleo dell’auspicato centro diurno. «Ne abbiamo bisogno - aggiunge il presidente - e già il discorso è stato impostato con la Comunità di valle . Il centro diurno ci consentirebbe di accogliere, ogni giorno dalle 9 alle 18, una ventina di ospiti non autosufficienti con riconosciuta semiresidenzialità. Insomma, persone che vivono sole a casa e che, nel corso della giornata, non possono contare sull’assistenza e sulla presenza di figli e familiari impegnati al lavoro. La richiesta di uno spazio attrezzato e servito da operatori qualificati per questi utenti è forte». Alla San Giovanni contano di offrire una risposta.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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