Il Comune ha inviato 42 mila lettere. Ma qualche conteggio non riesce Gettito stimato di 43 milioni. In arrivo i giorni più caldi dei pagamenti
TRENTO. Le lettere con il calcolo dell’Imu (circa 42 mila) sono state tutte spedite dal Comune: i contribuenti del capoluogo hanno ricevuto a casa il conteggio di quanto dovranno pagare. Eppure l’assalto agli sportelli per chiedere informazioni continua, anzi nelle ultime settimane ha raggiunto numeri altissimi (quasi 1.400 persone solo nell’ultima settimana). Alla prima dell’Imu, la nuova tassa sulla casa introdotta dal governo Monti, più ancora della paura di quanto si dovrà pagare, a dominare su tutto è la paura di sbagliare. «C’è molta incertezza - spiega il dirigente del Servizio tributi Giorgio Antoniacomi - noi la nostra parte stiamo cercando di farla. Più che calcoli - che in sè non sono complicati - siamo impegnati a fare anche psicoterapia di sostegno».
Conteggi in realtà il Servizio tributi ne ha fatti tanti negli ultimi due mesi. In totale sono circa 42 mila le lettere spedite ai cittadini con il calcolo dell’Imu, si ferma allo 0,5% la quota di coloro per i quali il Comune non è stato in grado di fare il calcolo. «Facciamo controlli molto analitici - spiega Antoniacomi - dove non siamo stati in grado di verificare, piuttosto di mandare un dato che rischia di essere sbagliato, non lo mandiamo». Finora, su 20 mila situazioni analizzate, sono stati rilevati 100 errori, «un dato assolutamente fisiologico», chiarisce il dirigente. Il problema in questo momento è dovuto alla grande mole di conteggi da fare: «Ci possono poi essere casi molto particolari oppure situazioni per le quali abbiamo intenzionalmente bloccato il conteggio, per esempio gli anziani in casa di riposo per i quali il calcolo è stato chiuso attorno al 20 aprile e successivamente il parlamento ha modificato una norma fuori tempo massimo».
I numeri parlano da soli. In media al giorno 278 persone ai nostri sportelli. Dall’inizio, in 36 giorni, abbiamo avuto 3.536 contribuenti con un tempo medio di attesa di 21 minuti, ma solo nell’ultima settimana le persone sono state 1.393. Tanti sono anziani, la battuta ricorrente è “Vediamo di che male muoriamo”. «Molti vanno via rinfrancati - racconta Antoniacomi - quello che stiamo notando è che la preoccupazione più forte non è tanto su quanto bisogna pagare, ma la paura di sbagliare dovuta all’incertezza». La sensazione è che sulla prima casa i cittadini si aspettassero una stangata peggiore di quanto non sia avvenuto. L’amara sorpresa è arrivata per chi ha l’alloggio in uso gratuito ai figli o un contratto a canone concordato: il conto finale in questo caso si sta rivelando decisamente salato. «Ma va detto - ricorda Antoniacomi - che nel caso di immobili dati in comodato gratuito ai figli, nel 50% circa dei casi si trattava in passato di tipiche forme di elusione dell’Ici, che la legge consentiva».
Il gettito stimato dell’Imu per il Comune è di circa 23 milioni e mezzo di euro, altri 20 milioni finiranno nelle casse dello Stato. Bisognerà attendere la scadenza della prima rata, il 18 giugno, per avere un quadro attendibile di quanto incassato: se dovessero arrivare risorse ulteriori rispetto a quanto previsto, si tratterà di capire chi avvantaggiare selettivamente. Sarà una decisione tutta politica, e visto che i soldi saranno comunque pochi, «la cosa più probabile - ipotizza il dirigente - è che se un’attenuazione ci sarà, comincerà dall’aliquota sull’abitazione principale, in subordine gli alloggi affittati a canone concordato». Per il Comune la stima di giugno sarà decisiva per impostare - ad agosto - il bilancio 2013.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Top Ebook
Vacuum Cleaner
di Filippo Porcelli
Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook
storiebrevi