All’Astoria Park di Riva del Garda la mostra di Forelli sui concerti in regione: bianconero o colore, tante suggestioni
RIVA DEL GARDA. Il jazz e la fotografia: due passioni che all'inizio correvano parallele nell'esperienza di Vigilio Forelli.
Due passioni che si sono da sempre alimentate della sua indole artistica senza incontrare un contatto diretto. Poi la luce e i suoni hanno trovato il cortocircuito, e il fotografo ha iniziato a portare i propri obiettivi nelle sale di concerto, cercando di catturare quei momenti particolari in cui sembra che la musica trasferisca la sua forza espressiva nelle immagini, e le inquadrature sembrano voler sprigionare l'essenza energetica dei suoni.
A più di dieci anni da quel primo momento, dopo aver scattato migliaia di fotografie ai musicisti che si sono esibiti nei maggiori festival della regione e del Nord Italia, Forelli propone all'Astoria Park Hotel di Riva del Garda una mostra intitolata “Attimi in Jazz...”: una selezione di sedici ritratti in bianco e nero, tra i più belli e significativi della sua produzione.
La mostra, curata dalla storica dell'arte Elsa Gipponi, sarà inaugurata questo pomeriggio alle 18,30, e si protrarrà fino al 27 luglio, accompagnando dunque anche il cartellone del Garda Jazz Festival, la bella manifestazione che è in programma dal 29 giugno al 15 luglio.
Nella serata di apertura, l'esposizione sarà accompagnata dall'intervento musicale del duo formato dal sassofonista Stefano Menato e dal tastierista Luca Baldessari.
Come è nato il desiderio di fotografare la musica durante i concerti?
Lo racconta lo stesso Forelli: “E' un desiderio scaturito dalla stessa passione di ascoltare il jazz. La fotografia era già la mia professione: avevo iniziato con la foto sportiva verso la metà degli anni Ottanta, collaborando con pubblicazioni importanti del settore. Dal '91 al '97 sono stato fotografo della rivista Volare. Con la musica preferivo avere un rapporto da appassionato. Poi, quando ho iniziato a fotografare i musicisti, non sono più stato capace di smettere”.
La luce e il bianco e nero: sembrano due aspetti importanti per la foto musicale.
La luce è senza dubbio l'aspetto più importante. Il bianco e nero: ricostruire la realtà senza i colori ha un fascino particolare.
Un’immagine in bianco e nero è molto più adatta per valorizzare certi aspetti, per fermare un momento, per dare forma a certi volumi, a certe sfumature.
Ma è anche importante raccontare una storia attraverso la fotografia. Scegliere certi particolari che possono caratterizzare questa storia, far vivere un'emozione che nasce all'improvviso.
Il bianco e nero, anche in questo caso, è adatto creare un'atmosfera nella narrazione”.
Come riesci a fermare gli attimi in un evento che è conti nuamente in movimento?
Con l'esperienza e l'amore per la musica riesco a prevedere cosa può succedere sul palco. Dal punto di vista espressivo cerco di cogliere l'emozione del musicista.
Quale il criterio della scelta tra migliaia di foto?
Le foto scelte sono quasi tutte dei ritratti. Ho voluto tracciare una storia del musicista mentre suona, mentre si emoziona quando non suona. Dopo una lunga selezione ho scelto sedici immagini che racchiudono in sé un'insieme di cose irripetibili.
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