Insulti in consiglio regionale, la consigliera incassa la solidarietà del Pd: «Il leghista si scusi»
TRENTO. Margherita Cogo ha deciso di querelare Alessandro Savoi per le pesanti offese che il leghista - secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal giornale in lingua tedesca Tagezeitung - le avrebbe rivolto nel corso dell’ultimo consiglio regionale.
Ieri sulla questione sono stati diffusi ben due comunicati stampa. Il primo, quello del gruppo consiliare del Pd in Regione che ha espresso « il proprio sdegno per un atteggiamento, quello di Savoi, che lede la rispettabilità delle istituzioni e degli organi dell’autonomia, in spregio a quello che è un corretto atteggiamento da tenere in un'aula legislativa; le discussioni possono essere anche animate, ma non è accettabile superare certi limiti e scadere nell'insulto personale: sono anche atteggiamenti come questi che fanno perdere credibilità alla politica.Per queste motivazioni- dice il Pd - ci aspettiamo e chiediamo che il consigliere Savoi abbia cura e volontà di porgere le proprie scuse a Margherita Cogo ed a tutta l’assemblea, in occasione della prossima seduta utile del Consiglio regionale».
Poco dopo è giunta anche la presa di posizione della stessa Cogo: «Ringrazio il gruppo regionale del Pd per la solidarietà espressami e perché ben sottolinea la gravità del fatto, tale da indurmi a dare mandato alla mia avvocatessa di sporgere querela nei confronti di Alessandro Savoi, per le offese che mi ha rivolto. Ritengo inaccettabile e particolarmente grave il comportamento del consigliere Savoi, considerando che l’eloquio ingiurioso si è manifestato durante una seduta del Consiglio regionale e provocato dal fatto che stavo intervenendo ad argomentare una mia proposta di legge sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie. La coincidenza tra l’oggetto della mia proposta e la volgarità dell’espressione non è casuale. Infatti non è la prima volta che le donne che si battono per le pari opportunità vengono aggredite violentemente con argomenti che hanno a che vedere, anziché con il merito delle proposte, con la loro sfera di vita più privata e femminile, cosa che non succede per gli uomini. Lo spettacolo offerto da Savoi offende le istituzioni che noi oggi rappresentiamo e umilia l’impegno di molti nel mantenere il decoro e la credibilità delle istituzioni autonomistiche».
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