Costi della politica, ultima chiamata per Andreatta & Co

Tomasi : «Circoscrizioni, basta tergiversare sulla riforma». Il centrosinistra cerca l’accordo sul taglio ai consiglieri

    di Chiara Bert

    TRENTO. «La riforma delle circoscrizioni la voglio portare a casa, spero entro l’autunno, sono stufo di tenerla nel cassetto. Alla maggioranza chiederò che la proposta del gruppo di lavoro diventi la proposta di tutti». Renato Tomasi, assessore comunale al decentramento, ha il dono di dire quello che pensa senza giri di parole. E così anticipa ciò che oggi, a palazzo Geremia, dirà ai colleghi assessori e consiglieri durante il vertice di maggioranza di metà mandato. Un incontro fissato al giro di boa della legislatura che diventa inevitabilmente un momento di bilancio per il sindaco Alessandro Andreatta, la giunta e la coalizione sulle cose fatte e su quanto resta da fare.

    Sul fronte delle riforme istituzionali - circoscrizioni, ma anche consiglio comunale - per la maggioranza quella di oggi ha il sapore dell’ultima chiamata per decidere di tagliare i costi della politica e migliorare l’efficienza dei lavori a palazzo Thun. O il centrosinistra, che governa il Comune con 34 consiglieri su 50, decide di presentare una proposta alle minoranze, e poi di votarla, o non ci sarà più il tempo di farlo, da un lato perché tutti sanno che questo tipo di interventi difficilmente si approvano a ridosso delle elezioni, dall’altra perché la Regione rischia di legiferare prima che Palazzo Thun dica la sua.

    Circoscrizioni. La bozza uscita dal tavolo di maggioranza (che ha coinvolto consiglieri comunali, circoscrizionali e presidenti di circoscrizione) prevede un aglio del numero dei consiglieri, che passerebbero da 19 a 15 e da 15 a 11 a seconda del numero di abitanti, l’abolizione dei gettoni per la partecipazione alle commissioni, il divieto di candidarsi in più di una circoscrizione e nesun consigliere in aula con zero voti. «Se la riforma andasse in porto - incalza Tomasi - la spesa per i gettoni scenderebbe da 227 mila a 87 mila euro, ovvero 48 euro al mese a consigliere, un rimborso che stenta a coprire i costi di auto e telefonino». «Le circoscrizioni sono importanti, vanno difese ma è giusto riformarle - continua l’assessore - serve coraggio, o non si approderà a nulla».

    Consiglio. Più incerto ancora il percorso sul fronte dei tagli in consiglio comunale. La riduzione dei consiglieri è nel programma del sindaco. I due partiti maggiori, Pd e Upt, hanno presentato distintamente le loro proposte: entrambe prevedono un taglio dagli attuali 50 a 35, il Pd propone anche di tagliare indennità e gettoni. Il presidente del consiglio Pegoretti giudica realistico l’obiettivo di scendere a 40. Il governatore Dellai ha annunciato a breve una proposta che interverrà sulla legge Amistadi. Da due legislature la commissione statuto comunale si riunisce senza approdare a nessun risultato sulla riforma dello Statuto e del regolamento d’aula. Palazzo Thun aspetterrà che sia la Regione a decidere o dimostrerà saprà auto-riformarsi?

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 maggio 2012

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