Raccolta differenziata l’obiettivo 65% è lontano

Anche il consiglio di Riva la chiede con forza ma la Comunità di Valle per ora deve fare i conti con la necessità di utilizzare 150 campane già acquistate

    RIVA. Riva vuole la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani: l'ha stabilito il consiglio comunale approvando la mozione del consigliere Gerardo Gaiatto di IdV. Le ragioni sono note: aumentando la percentuale di rifiuti da riciclare, si risparmiano risorse e si limita l'utilizzo delle discariche condannate all'estinzione e dell'inceneritore chiamato, fra perplessità e polemiche, ad eliminare il cosiddetto generico. La scelta della differenziata rappresenta una prima risposta, da dettagliare nei mesi che verranno, alla Comunità di valle. Il presidente Valandro, ed ancor più direttamente l'assessore Michela Calzà, si trovano a dover fare i conti con l'eredità del Comprensorio, ossia col progetto del 2007 d'una revisione del servizio che prevedeva la raccolta stradale mediante 319 campane, di cui la metà erano state ordinate.

    La necessità di utilizzare le 150 campane ormai comperate che la Comunità, volente o nolente, si trova sul groppone è stata segnalata anche all'Università di Trento incaricata di proporre un sistema di raccolta unico per l'intero territorio, capace di consentire risparmi di gestione rispetto ai quattro sistemi differenti adottati nei sette comuni dell'Alto Garda e Ledro. Dall'università è arrivata una proposta che in sostanza distingue il territorio in centri storici ed aree esterne, e riserva ai primi il sistema stradale delle campane ed alla periferia la differenziata attuata già all'interno delle abitazioni, come già accade ad Arco ed a Varone e come vorrebbero si facesse anche a Nago-Torbole.. In tutti i casi resta la distinzione nei cinque tipi di rifiuti che vanno comunque separati: organico, imballaggi leggeri (evoluzione della vecchia plastica), carta, vetro (che torna a riconquistarsi l'autonomia che aveva in origine e poi ha perso) ed infine il residuo. Secondo gli esperti questo sistema dovrebbe consentire di centrare (e magari superare) quel limite del 65% assegnato dalla provincia alla differenziata che continua a rimanere un miraggio per la Busa inchiodata da anni ad un 50-55%. Per prendere le decisioni e passare all'opera c'è tempo fino al dicembre 2013: i 18 mesi previsti dal nuovo bando che la Comunità è stata costretta a pubblicare per garantire comunque il servizio nel modo in cui è svolto ora. Michela Calzà scandisce anche i passaggi: fine dell'istruttoria (anche sui costi), approdo in assemblea dopo l'ok della conferenza dei sindaci, trasmissione alla provincia e realizzazione. (c.g.)

    09 maggio 2012
    Casa di Vita

    Il menu “brucia grassi”

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro
     PUBBLICITÀ