Pacher: «Bando entro ottobre. Incarico per il project financing»
TRENTO. Il bando per l’inceneritore non sarà pronto prima dell’autunno. A confermare che i tempi per la nuova gara si sono ancora una volta allungati è stato ieri l’assessore provinciale all’ambiente Alberto Pacher, che ha parlato a margine dell’accordo per il biodigestore di Cadino. «Il bando sarà pronto entro ottobre», ha detto. Vale a dire due anni dopo il primo bando, che andò deserto nel dicembre 2010, quando nessuna delle 8 aziende che avevano manifestato interesse alla realizzazione dell’opera presentò un’offerta in Comune.
La Provincia si muove con i piedi di piombo. La situazione si è ulteriormente complicata a causa della crisi economica, che ha spinto le banche a stringere i cordoni della borsa. Si pone così in modo ancora più pressante il problema di come finanziare l’opera. I privati lo avevano sollevato già un anno fa, dicendo chiaramente che ottenere i finanziamenti dalle banche era tra gli ostacoli principali all’operazione. Per questo Provincia e Comune, in vista del nuovo bando, hanno voluto affidare una consulenza ad hoc. «In merito alle risorse economiche - ha spiegato ieri Pacher - abbiamo affidato a un esperto di Milano il compito di mettere a punto uno schema di project financing, in cui sia coinvolto il privato». L’obiettivo è dunque strutturare una formula, quella della finanza di progetto, per cui il privato investe sulla realizzazione dell’opera con la garanzia di poterla gestire per un certo numero di anni in modo da poter rientrare dall’investimento. Uno strumento che punta a coinvolgere nell’operazione pubblico e privati. Da parte sua, la Provincia si è già impegnata ad accollarsi una parte delle spese che nel primo bando erano a carico del privato, a partire dalla messa in sicurezza delle pareti rocciose a Ischia Podetti. Ma la quadratura del cerchio non c’è ancora, tanto da dover ricorrere a un consulente.
Tutt’altro che preoccupato del ritardo sul bando è Nimby Trentino: «Non è da oggi, e nemmeno da ieri, che abbiamo detto che l’inceneritore è un errore etico e strategico nella gestione dei rifiuti - dice Simonetta Gabrielli - con il passare del tempo è diventato un clamoroso errore economico il solo pensiero di realizzarne uno». Gabrielli cita il sindaco di Salerno, che ieri al Tg3 nazionale ha detto che sarebbe demenziale spendere 300 milioni di euro per un inceneritore, quando abbiamo la raccolta differenziata al 70 %.
«Oggi sarebbe possibile arrivare ad un nobile compromesso», incalza la dirigente di Nimby: «I cittadini potrebbero mettere una pietra sopra a tutti i soldi spesi fino ad ora per giustificarne la costruzione (Sia, commissioni, viaggi, bandi, avvocati) e i decisori potrebbero mettere mano al 4° aggiornamento decidendo di stralciare ogni idea di combustione a vantaggio del massimo riciclo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Top Libri
Gastronomastica
di Patrizia Russo Cardone
Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook
storiebrevi