Radar trentino in missione su Giove

Il sofisticato apparecchio è stato studiato dal team di Ingegneria e Disi guidato da Lorenzo Bruzzone

    TRENTO. Ci sarà anche un po’ di Università di Trento nella missione spaziale Juice dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, alla ricerca di tracce di vita tra le lune ghiacciate di Giove. Uno dei principali strumenti della missione sarà un radar particolarmente sofisticato, che in questi anni è stato studiato da un team di scienziati internazionali sotto la guida del professor Lorenzo Bruzzone del dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione (Disi) dell’Università di Trento.

    Il radar sounder, studiato dal Laboratorio di telerilevamento del dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’informazione coordinato dal professor Bruzzone, è uno strumento capace di osservare direttamente da satellite quello che avviene al di sotto della superficie delle lune ghiacciate fino ad una profondità di almeno 9 km. Lo strumento, oltre a studiare la geologia e la geofisica sottosuperficiale delle lune ghiacciate, ha il compito fondamentale di identificare l’eventuale presenza di acqua negli strati sottosuperficiali di Ganimede e di Europa.

    La partenza della missione Juice è programmata per il 2022 con un Ariane 5 dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana francese. L’arrivo della sonda europea nel sistema gioviano è previsto nel 2030 e le osservazioni dovrebbero durare almeno tre anni.

    07 maggio 2012

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