L’autista va reintegrato, cassati tutti i ricorsi di Arcese E ora Challouf denuncia i datori di lavoro per calunnia
ROVERETO. Accusato di furto e licenziato in tronco “per giusta causa”, Youssef Challouf ha atteso che la giustizia facesse il suo corso. Ora che il gip Monica Izzo ha archiviato il procedimento a suo carico e che il giudice del lavoro, in prima battuta, e il collegio presieduto dal giudice Corrado Pascucci hanno annullato la procedura di licenziamento, l’autista di Arcese ha denunciato i suoi datori di lavoro per calunnia.
La vicenda era iniziata circa un anno fa: il 3 maggio 2011 Challouf viene convocato dal direttore del personale Claudio Collotta, il quale lo accusa di aver rubato, la settimana precedente, un kit di pronto intervento antinquinamento del valore di 250 euro che era conservato in un bidoncino. Ad incastrarlo sarebbe un video in cui si vede Challouf prendere con una mano il bidone e poi riposizionarlo nello stesso luogo. Secondo Challouf, quel bidone conteneva solo stracci per la pulizia dei mezzi. Ma Collotta è risoluto e chiede all’autista di preparare la lettera di dimissioni. In caso di rifiuto, avrebbero chiamato i carabinieri «rovinando la vita a me - racconta l’autista - e alla mia famiglia». Challouf, intimorito, firma le proprie dimissioni, ma poi le impugna e a luglio il giudice del lavoro Michele Cuccaro firma un’ordinanza di immediato reintegro per il lavoratore, in quanto “le dimissioni non appaiono il frutto di una serena valutazione della sua posizione, ma influenzate da forti pressioni psicologiche operate dal direttore Collotta». La ditta fa ricorso, ma a settembre il tribunale di Rovereto rincara la dose: Challouf va reintegrato e Arcese deve pagare le spese processuali. In dicembre il giudice Cuccaro annulla il licenziamento: le immagini del video mostrano l’autista svuotare il bidone, ma l’atteggiamento non è quello del ladro. Manca cioè la “giusta causa”. Nuovo appello di Arcese, nuova sconfitta a febbraio. E quando arriva il processo penale per furto, Challouf vince a mani basse. E’ lo stesso pm Valerio Giorgio Davico a chiedere l’archiviazione, poi ratificata dal giudice Izzo. Ora tocca all’autista, che denuncia per calunnia Leonardo Arcese, e Claudio Collotta per estorsione.
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