La procura bacchetta Equitalia: procedure ai limiti della legalità

Nel mirino dei pm una serie di atti gestiti in via automatica. Il caso emerso durante un’inchiesta per il reato di truffa

    TRENTO. Ha denunciato Equitalia per truffa e, anche se la procura ha chiesto l’archiviazione, alla società di riscossione è arrivata una sonora tirata d’orecchie. Succede a Trento dove è approdata una vicenda che inizia a Roma ed è passata anche per Baselga di Piné. Ora sarà il giudice a dove decidere se accogliere o meno la richiesta dell’accusa, ma in questo particolare momento questa storia è certamente da raccontare.

    Tutto inizia con l’Inps che contesta ad un avvocato romano il mancato pagamento delle ritenute previdenziali dei suoi dipendenti. Mentre il professionista si occupa della vicenda, che si conclude positivamente con lo sgravio da parte dell’Inps delle pendenze perché tutto il dovuto era stato dato, l’avviso entra nell’anagrafe tributaria. Anagrafe che contestualmente viene consultata dal Comune di Baselga che all’avvocato deve 6 mila euro per un servizio. Il pagamento viene bloccato perché così è previsto dalla legge. Entra così in gioco Equitalia Gerit. Il legale si affida all’avvocato Osele che fa opposizione al sequestro. A Roma arriva la sospensiva ma dopo un mese al Comune di Baselga arriva un’altra comunicazione da parte di Equitalia che informa che c’è stata una decisione del giudice che revoca la sospensione e il conseguente invito a versare la somma in questione. Il punto è tutto qui. La revoca della sospensione non c’è mai stata come è stato poi verificato e quindi il professionista decide di denunciare Equitalia per truffa.

    La questione finisce sul tavolo del pm Giuseppe De Benedetto che convoca la responsabile del procedimento e quindi chi ha firmato la missiva. E si scopre che è tutto automatizzato tanto da spingere il procuratore a scrivere che «tutta l’attività si è svolta in adempimento di una procedura automatizzata di cui è protagonista e artefice Equitalia spa che non sempre risponde ai canoni della piena legalità». Non solo. Nella richiesta d’archiviazione si legge che «è sicuramente riprovevole l’indicazione di un responsabile del procedimento quando poi tale qualifica è del tutto svuotata di significato. Ed è riprovevole la circostanza che Equitalia Gerit provveda ad inoltrare comunicazioni, a volte aderenti a provvedimenti di altre autorità, altre volte dissonanti o addirittura “false”». Perché l’archiviazione? Perché chi ha firmato la carta non ha conseguito nessun vantaggio e non c’è prova della volontà da parte dell’operatore di falsificare i dati della procedura.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    05 maggio 2012

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