Se «L'amore fa» Fossati

Mercoledì un corale grazie per il suo ultimo concerto

    di Carmine Ragozzino  TRENTO. La gratitudine degli applausi. Che saranno tanti, probabilmente commossi. Ma non basta. Ivano Fossati che suona dal vivo per l'ultima volta a Trento - e altrove - è un evento che merita un omaggio del tutto particolare. Ed è questo il sentimento che ha mosso Fausto Bonfanti, che per l'agenzia Sonora, cura la bella stagione di Musica d'Autore a Trento. Ed ecco che mercoledì - data dello show già sold out che approda a Trento per iniziativa della Showtime di Roland Barbacovi e della produttiva sinergia con il capoluogo - andrà in scena anche «"L'anore fa, quarant'anni di carriera». E cioè capiterà questo: il 22 febbraio radio e tv e tutto il trentino si uniranno in questo "saluto speciale" ad Ivano Fossati per il suo tour d'addio che fa la sua ultima tappa a Trento. Verrà trasmessa, divulgata, spiegata «L'amore fa», uno dei suoi tanti capolavori che ha Trento ha una storia partucolare, e partucolarmente felice. Il brano venne adottato nel 2006 grazie al progetto "Una canzone, una città". Fossati, artista e poeta, è legato a Trento ed al Trentino da tante storie (fra tutte «Lunario di Settembre» storia e canzone nata dopo una sua importante ricerca sull'ultimo processo per stregoneria tenuto in Italia, e che ebbe la sua sede esattamente in Trentino, a Nogaredo, nell'Anno di Grazia 1647) e da tanti momenti live indimenticabile.  Nel 2006 "L'Amore Fa" divenne il motivo di un partecipato progetto denominato "Una canzone Una città" e che si concluse il 6 settembre 2006 con un concerto proprio di Ivano Fossati nella magica cornice di Piazza Duomo.  Mercoledì quella canzone tornerà ad essere simbolo. Il simbolo del ringraziamento che tutti quanti amano la musica di classe e si significato devono a Fossati.  Le prime adesioni raccolte sono di Radio Dolomiti, RTT/RTTR, Radio Studio Sette, Radio NBC Regione, Radio Anaunia, e TCA), sia dai tre quotidiani locali Adige, Trentino e Corriere del Trentino che la pubblicheranno. Ma sono i primi passi di una mobilitazione che si spera più ampia, distribuita sul territorio con esecuzioni live e singoli eventi curati da associazioni e singoli artisti o semplici cittadini. Certo, da qui al concerto mancano solo due giorni. Sono pochi per allestire un evento in modo «organizzato», ma possono essere tanti se scatterà una sorta di generale autogestione in nome della musica di qualità.
    20 febbraio 2012
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