Riondino, Vergassola e Flaubert

A Taio la prosa «didattica» di due artisti di grande affiatamento

    di Carmine Ragozzino  TAIO. A volte ritornano. Ed è un piacere. Il piacere di assistere ad uno spettacolo «scambio», un rimando continuo di parole e smorfie, un gioco che è insieme teatrale e letterario. E' il gioco nel quale si ritrovano perfettamente ad agio due Pierini quali Davide Riondino, (apparentemente l'intellettuale dei due) e Dario Vergassola, (il caciarone del duo, ma sempre piuttosto arguto). Vergassola e Riondino tornano in Trentino, a Taio, grazie al Coordinamento Teatrale che anticipa in valle di Non la performance che la coppia terrà il 27 all'auditorium per chiudere la rassegna di cabaret promossa dall'associazione culturale dei Comuni.  «Riondino accompagna vergassola ad incontrare Flaubert» è il titolo del lavoro in scena questa sera alle 21.  E nel titolo c'è la sintesi di un'operazione didattica seriamente divertente, simpaticamente dotta che i due artisti, (l'uno, Riondino, più radiofonico e l'altro, Vergassola più televisivo), mettono in campo per far scoprire un grande autore in tutta la sua attualità.  Partono, i due, dall' analfabetismo di ritorno che affligge l'Italia, costretta a «disimpare» e a «disinformarsi» dalle schifezze dell'intrattenimento televisivo e dalle fandonie di troppi notiziari.  E allora Vergassola e Riondino immaginano che il Ministero della Cultura lanci una campagna nei teatri, affidata ad attivisti organizzati nelle minacciose "Brigate Culturali", con l'obiettivo di alzare il livello medio degli attori di cabaret. Un comico scelto a caso tra i più ignoranti in letterature classiche verrà pubblicamente torturato in scena sotto forma di interrogatorio-lezione su un classico fondamentale dell'800: "Madame Bovary"di Flaubert. Il sorteggio organizzato dal Ministero ha estratto un nome: Dario Vergassola. Trascinato sul pubblico palcoscenico, viene sottoposto da Riondino (che per l'occasione ha studiato abbastanza) a un interrogatorio su cosa egli sappia di Flaubert e dell'Ottocento. Constatato che poco o nulla ne sa, il Vergassola è sottoposto alla pena di ascoltare la storia di Emma Bovary, che Riondino legge e illustra, costretto a commentare i passaggi della storia. Lo farà a suo modo, individuando Nella Bovary di Flaubert quei passaggi e quei momenti che ancora ci parlano, tratteggiando la psicologia di una giovane donna di provincia a fronte delle occasioni che la vita di provincia le offre. Il romanzo, questa è la scommessa, si rivela ancora vivo, provocatorio, sconcertante. Questo accadrà a Taio. E se la cosa intriga, non c'è che da organizzarsi per lo spettacolo di Trento, (biglietti in prevedita).  

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    12 febbraio 2012

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