Al supermercato del Rovercenter merce sui pallets senza generi di prima necessità. Per scelta strategica
Il Sait al Rovercenter: merce sui pallets e una sola cassa. Ma potrebbe presto cambiare (foto Festi)
ROVERETO. L'allestimento precario del nuovo-vecchio punto vendita dei Supermercati Trentini al Rovercenter, riempito di merce sui pallets ma senza arredamenti, dopo mesi di chiusura, ha una sua logica. Lo spiega il direttore generale Luigi Pavana: «Abbiamo tentato di perfezionare un'operazione assieme a un partner importante, ma la trattativa non è andata a buon fine. Ma comunque non volevamo lasciare vuoti gli spazi al Rovercenter, abbiamo preferito mantenere un rapporto con la clientela puntando su una formula nuova». Scusi, quale sarebbe la formula nuova? La merce sui pallets, gli sconti del 10%, l'assenza di arredi, un solo registratore di cassa? «Abbiamo scelto di non fare grossi investimenti sugli arredi, anche perchè il punto vendita così com'è oggi è da considerarsi provvisorio. La formula la stiamo mettendo a punto di pari passo con le trattative aperte con una nuova partnership». Immaginiamo che l'eventuale partner sia tipo secret. «Per ora c'è una trattativa, non vogliamo rivelare il nome del nostro interlocutore per non compromettere la discussione in atto». E dunque, che senso ha la forma del nuovo punto vendita? Si risparmia anche sugli scaffali? «La forma è spartana perchè non è ancora definito cosa andremo a creare al Rovercenter. Dato che la trattativa non è ancora conclusa preferiamo non investire su arredi che potrebbero rivelarsi inadatti agli scopi e mantenere al tempo stesso aperta la possibilità di dare una nuova fisionomia al punto vendita. Che, posso assicurarlo, non sarà il classico supermercato. Non avrebbe senso aprirne un altro a 800 metri in linea d'aria dal nostro megastore al Millennium Center». Temete di farvi concorrenza tra di voi? «No, la clientela sarebbe comunque diversa. A noi interessava mantenere la posizione al Rovercenter in attesa che si chiariscano i programmi con il partner. Ci stiamo lavorando». La tempistica è dunque per forza fumosa. «Non dipende da noi, ma da come ci accorderemo con l'altra azienda». Sull'argomento interviene anche Claudio Civettini (Lega Nord), che rammenta le promesse di Olivi sulla cooperazione, quando l'assessore parlò di un progetto di vendita ad alta tecnologia distributiva che poteva essere testato proprio al Rovercenter. La scelta del Sait invece, secondo Civettini, appare come una beffa: «Per ipotetica necessità di mantenere in essere la licenza, ecco che la Cooperazione trentina sceglie di riaprire, scariocando nel locale qualche pallet di birra, acqua minerale ma solo piccola, carta igienica e fazzolettini, tutto esposto con qualche pelato, su pallets da ipermercato algerino. E solo una piccola cassa, indice di quanto ci si aspetti». Di alta tecnologia distributiva e delle promesse, per ora, neanche l'ombra. (gil)
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12 febbraio 2012