di Roberto Gerola
Un tabella con lorario dapertura di un negozio del centro di Pergine che adesso deve cambiare
PERGINE. La bastonata è arrivata con il 1º febbraio anche se solo ieri mattina gli avvisi sono stati consegnati agli interessati. Una bastonata per il settore commercio assestata dalla legge Olivi e quindi dal declassamento da "turistico" ad "alta attrazione commerciale" di Pergine. Con una delibera consiliare, Pergine si era adeguato stabilendo che anche i negozi di pane e le edicole non potevano aprire se non dalle 7 in poi e quindi non più dalle 6 o dalle 5 come avveniva in certi casi. E questo per tutto l'arco dell'anno. Con questi negozi, ovviamente anche tutti gli altri. Molte botteghe, per la verità la maggior parte, aprono dopo le 7 e quindi non ne risentono. Per febbraio e marzo c'era solo l'obbligo di chiudere alle 20 (e non alle 22.30). Fortunatamente c'è una norma che esclude appunto giornali e pane. Ieri, dopo la consegna degli avvisi da parte della polizia locale, è scoppiata la protesta e i telefoni scottavano anche per le consultazioni tra amministratori e dirigenti comunali. Il provvedimento consiliare di dicembre era stato la diretta conseguenza della legge Olivi: Pergine non è più "turistico" come era prima e al pari degli altri centri sul lago di Caldonazzo. Inutilmente, l'amministrazione comunale di Pergine aveva fatto la voce grossa con il sindaco Silvano Corradi. Inutilmente si erano fatte presenti situazioni assurde: Pergine non è turistica, ma Vignola Falesina sì; Pergine non è turistica ma ha una stazione invernale, un castello-albergo, tre quarti del lago trentino più grande con una stazione balneare come San Cristoforo, e tante altre cose. Non si era mai capito perché Pergine fosse stata declassata ad "alta attrazione commerciale". Addirittura, l'anno scorso, in sede consiliare si era arrivati a parlare (in maggioranza) di congiura del Pd contro Pergine anche per la vicenda San Cristoforo, oltre che appunto per il declassamento. Sta di fatto che ieri mattina, fin dalle 6, i vigili urbani hanno consegnato un avviso (a edicole e panetterie) contenente le nuove norme in materia di orari. Un avviso che ha provocato equivoci oltre che polemiche. Una consegna nata perché un rivenditore di pane aveva detto: «Io rispetto gli orari e gli altri?». Il sindaco Silvano Corradi, dopo una serie di consultazioni via cellulare ci ha dichiarato: «Esiste una norma che per pane e edicole permette l'apertura prima delle 7 e per 12 mesi, occorre uno specifico provvedimento consiliare che faremo appena possibile». Interpellato anche l'assessore al commercio Giorgio Girardi, nel ribadire quanto espresso da Corradi, ricordava che «il provvedimento consiliare era stato preso con il parere favorevole di tutte le categorie interessate, prima di essere approvato».
12 febbraio 2012