La nuova lottizzazione a San Nazzaro: 36 alloggi finiti da inizio dicembre ma bloccati per un garbuglio burocratico
RIVA. Vecchi e nuovi strumenti, vecchie e nuove difficoltà. Ma sempre l'inscalfibile burocrazia a dettare le regole, fino al paradosso. E in questo caso il paradosso è quello di 36 giovani famiglie che da inizio dicembre hanno una casa loro, l'hanno arredata ma non ci possono entrare. E vivono sparse tra residence, alberghi e vecchie camerette, riaccolti dalle famiglie di origine. Perchè, certi di cambiare residenza, avevano disdettato le case in affitto. Sono i 36 soci delle due cooperative (Casa Nostra e Martiri del 28 giugno) che hanno costruito, tramite l'impresa Azzolini, le nuove palazzine in via San Nazzaro. Un percorso iniziato nel 2007 con la costituzione delle cooperative e approdato nel 2010 al cantiere. Gli alloggi dovevano essere pronti il 30 settembre scorso, ma anche se in realtà sono stati finiti solo a inizio dicembre, non è questo il problema. Il punto è che l'iniziativa si basa per una parte significativa (4 milioni di euro) sul finanziamento provinciale. E che a dicembre, al momento della consegna degli alloggi, la Provincia ha bloccato tutto. Uno dei soci è risultato non essere più in possesso dei requisiti (Icef) necessari per accedere a quel finanziamento. Non più, perchè nel 2007 li aveva ma nel frattempo sono cambiate le norme di riferimento, pare. Sta di fatto che il finanziamento è stato bloccato. E la consegna pure, perchè il costrutture si riserva di consegnare chiavi ed abitabilità solo quando sarà stato pagato. E senza quei 4 milioni pagarlo non si può. Da inizio dicembre, racconta Alessandra Benatti, uno dei soci, hanno avuto accesso alle case, ma solo accompagnati da un operaio della ditta Gentilini. Hanno potuto pulire e arredare gli alloggi, ma non ci possono abitare. In attesa che si sblocchi qualcosa. L'ultima notizia, di questi giorni, è che la «grana» sarebbe stata risolta in qualche modo a livello di Provincia, ma che la soluzione non è ancora stata accettata dalla banca che deve erogare il mutuo. In tempi di ristrettezze come questi, si muove con i piedi di piombo.
12 febbraio 2012