di Mara Deimichei
TRENTO. «Dai che è l'ultimo compleanno che passi in carcere». L'augurio si ripete come un mantra nei messaggi che ieri sono apparsi sulla pagina Facebook di Chico Forti per il suo 53esimo compleanno. E per il trentino che da 12 anni vive in una cella del Dade correctional institution della Florida, non c'è auspicio migliore. «Ma questa volta ci siamo» assicura Andrea Casari.
Dunque il 2012 dovrebbe essere l'anno di Chico, l'anno della liberazione. A far sperare ci sono tante cose che sembrano portare tutte in una direzione, quella pervicacemente cercata da chi ha preso a cuore il caso del trentino e si è mosso in mille direzioni diverse contemporaneamente per tenere alta l'attenzione. Si tratta di un vero e proprio lavoro che viene portato avanti da volontari che hanno trovato nei social network un alleato utile quanto, all'inizio inaspettato. «Con Facebook ma non solo - spiega Andrea Casari che conosceva Chico solo di vista ma che ora è un architrave della struttura del team "Chico Forti free" - siamo entrati in contatto con persone diversissime che ci hanno spronato, aiutato, che si sono interessati al caso. E adesso siamo ad un punto cruciale, alla svolta. Lo dico convinto: questo è l'anno decisivo». Ci sono - ma non spiega di più - degli importanti contatti negli Stati Uniti e c'è il nuovo dossier firmato dal giudice Imposimato e dalla criminologa Bruzzone che presto sarà consegnato nelle mani del ministro degli Esteri Terzi. «I contatti con la Farnesina li abbiamo - spiega ancora Casari - grazie a Frattini, ma anche a Santini e al senatore Perduca che pochi giorni fa è stato in Florida ad incontrare Chico».
Intanto mentre ad alti livelli si lavora per arrivare a qualcosa di concreto, ci sono i volontari che tengono viva l'attenzione. E lo fanno tramite i social network, appunto. Ore e ore passate davanti al pc per chiedere amicizie, stringere contatti, postare video, riflessioni e lanciare iniziative. «È un vero e proprio lavoro - spiega ancora Casari - io mi ero impegnato sul primo profilo di Chico ed eravamo arrivati ai 110 mila iscritti. Tanti? Insomma. Ci sono gruppi che si occupano di cose decisamente più stupide rispetto alla vita di un uomo, che hanno molte più adesioni. Per me quella cifra non era la meta ma un passaggio. Per arrivarci passavo nove -dieci ore davanti al pc ma lo facevo pensando a Chico. Poi ci hanno bloccato il profilo e quindi ne abbiamo creato un altro "Chico Forti free" e siamo a 3.655 amici. Bisogna crescere ancora».
La nuova iniziativa che viene lanciata per sostenere Chico è un flash mob. Tutto è ancora in fase di preparazione ma il giorno clou dovrebbe essere il 3 marzo a Roma in stazione o in una piazza. Ci sarà una coreografia da imparare e pare ci sia anche uno sponsor per le magliette. «In ogni caso, se lo sponsor dovesse tirarsi indietro - spiega Karmen, una delle grandi anime del profilo Fb - risolviamo da soli il problema della maglietta da indossare. Una maglietta bianca. Con l'aiuto di un pennarello nero, o una bomboletta spray, o del nastro adesivo scriviamo Chico Forti sia sul davanti che sul dietro. Potete vestirvi come vi pare, anzi più siete eccentrici meglio è».
Ad occuparsi di Chico ci sono anche persone famose. Come Jovanotti e il suo «mi piace» (segno d'interesse nel mondo di Fb). A lui era stato chiesto anche di scrivere una canzone per l'imprenditore trentino, ma fino a questo punto non se n'è fatto nulla. Poi c'è Red Ronnie, pronto a fare una diretta al suo Roxy bar, e Milena Gabanelli che ha mostrato interesse per la vicenda. Nomi famosi che sono solo la punta dell'iceberg di un mondo composto da migliaia di persone che si occupano in un modo o nell'altro di Chico. E molti non lo hanno mai conosciuto ma tifano per lui convinti che 12 anni fa sia stata compiuta una grande ingiustizia contro un uomo innocente.
09 febbraio 2012