Vento e gelo, mercato azzerato

Vie «spettrali» ieri mattina. Di 150 bancarelle ne sono rimaste una ventina

    di Nicola Filippi  ROVERETO. Vento, gelo e una spruzzata di neve. Il maltempo ieri mattina ha azzoppato il mercato settimanale. Normalmente al martedì vengono installate 150 bancarelle. Ieri, alle undici, le vie del centro storico erano già desolate. Resistevano solo le bancarelle agricole e alimentari, una ventina in tutto, concentrate in largo Nazario Sauro.  Una giornata da dimenticare per gli ambulanti. Via Tartarotti, via Roma, le piazze Suffragio, Malfatti, Tartarotti ed Erbe erano desolatamente vuote. L'unica zona del mercato che aveva un po' di movimento era largo Nazario Sauro. «Troppo vento e gelo, poca gente in giro, meglio tornare a casa», ci spiega un ambulante trentino, impegnato a richiudere bancarella e furgone per tornare a casa. Quelli che invece hanno sfidato le intemperie arrivavano della Vallagarina e della Busa, due zone non interessate dalla neve e dal gelo. Soprattutto delle categorie merceologiche degradabili: alimentari e prodotti agricoli. Le condizioni meteorologiche ieri mattina erano proibitive. La città era spazzata da un forte vento. Con il passare delle ore, l'aria è diventata sempre più gelida, spaventando quei pochi temerari, che si aggiravano intabarrati fino alle orecchie fra le poche bancarelle. Delle 150 postazioni, infatti, ieri ne erano installate una trentina.  «Quando ci sono giornate così, la gente resta a casa e per noi diventa rischioso installare le bancarelle - spiegano Marco Potrich e Daniele Pretato dal loro furgone di salumi e formaggi - sono rimasti a casa soprattutto i colleghi che arrivano da Verona e quelli che partono dalla Valsugana. La neve e il maltempo ha reso tutto più difficile». Dal comando dei vigili urbani arriva la conferma: «La maggior parte degli ambulanti, soprattutto quelli che arrivano da fuori, ha preferito disdire, a causa delle condizioni meteo proibitive. Alcuni, a metà mattina, visto che non c'era in giro molto gente, hanno preferito chiudere e tornare a casa».  Nicola Campagnolo, presidente degli ambulanti trentini, è sarcastico: «Con giornate così gelide e ventose, in condizioni simili è impossibile lavorare per noi - spiega - è troppo rischioso lasciare aperti i teloni. È una scelta aziendale quella di restare a casa. Le nostre attrezzature costano un sacco di soldi. Purtroppo sarebbe opportuno che il governo Monti rivedesse gli studi di settore per le condizioni meteorologiche avverse. Purtroppo non ci prende nemmeno in considerazione».  

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 febbraio 2012

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