Primiero. Maurizio Bonelli: «Sarebbe un bene. Eviterebbe la dispersione di idee che blocca i progetti»

«Uno o due, ma unione dei Comuni sia»

Paolo Meneguz: «E' il solo modo per ridurre costi e sprechi di 8 municipi»

    di Raffaele Bonaccorso  PRIMIERO. Continuano ad aumentare i "sì" alla domanda in Facebook: "unifichiamo i Comuni di Primiero?". In 24 ore sono passati da 153 a circa 180 e intanto si cominciano a registrare interventi molto più articolati a sostegno della fusione dei Comuni di Primiero.  Fra questi, quello di Paolo Meneguz che è uno storico fautore del Comune unico. Meneguz è però molto polemico con gli attuali promotori che lasciano aperta la porta a due Comuni (Alto Primiero e Basso Primiero).  «Il solo modo per ridurre i costi e gli sprechi dell'amministrazione pubblica in valle, è costituire un Comune unico - sostiene Meneguz -. Un solo ente che spazzi via il delirio rappresentato dagli otto sindaci, dai sette segretari, dalle otto giunte, dal presidente dell'Unione e dalla giunta dell'Unione. Insomma dallo spreco rappresentato dal milione e duecentomila euro che ci costa questa follia. Un comune unico che nello stesso tempo faccia piazza pulita di un ente, la Comunità di valle, vittima delle scelte imposte alla sua giunta da una maggioranza, espressione di quegli stessi sindaci che bloccano qualsiasi decisione della Comunità e che sono riusciti in questi mesi a tarpare le ali anche a quei pochi progetti che potevano giustificarne l'esistenza». Paolo Meneguz quindi aggiunge: «Vogliamo essere seri e non prendere in giro i cittadini? Allora prepariamoci ad organizzare una raccolta firme e proporre un referendum per arrivare ad un Comune unico».  Che l'opzione fra due Comuni o Comune unico esiste lo fa capire anche Maurizio Bonelli, presidente della Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi.  «La riduzione dei Comuni - sottolinea Bonelli -, in una situazione come la nostra, sarebbe un bene, perché abbiamo troppe dispersioni di idee, progettualità e di dialettiche che a volte ci portano lontano dal riuscire a concludere i progetti. Io sarei per un solo Comune, ma se proprio si trovassero grosse difficoltà, possono andare anche due».  Germano Toffol, San Martino di Castrozza, già presidente degli albergatori quindi afferma: «Io sono favorevole a qualsiasi unione. L'importante è che si facciano. Non se ne può più di otto Comuni: uno dice una cosa, uno ne dice un'altra, si fanno i dispettucci fra loro. Sarebbe più facile prendere decisioni e spero proprio che finiscano questi campanili».  Bortolo Rattin, intelligente promotore di iniziative nella piccola frazione di Ronco di Canal San Bovo, ha una posizione articolata. «L'ottimo sarebbe arrivare ad un Comune unico attraverso due fasi, proprio per facilitare un cammino di maturazione - spiega Rattin -. In una prima fase tre Comuni (Alto Primiero, Basso Primiero e Vanoi) lavorando nel medio periodo per un Comune unico, superando in questo modo le possibili rigidità. Se il primo passo funziona, il secondo sarà sicuramente più facile da portare a compimento».  

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    08 febbraio 2012
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