Dellai-Monti, intesa su un nuovo patto

Chieste altre competenze. E il premier dà il via libera a un tavolo di lavoro

    di Robert Tosin  TRENTO. Di fronte hanno trovato un interlocutore attento e disponibile, dal quale però non hanno ottenuto alcuna cambiale sul futuro. Dellai e Dunwalder ieri hanno incontrato il presidente del consiglio Mario Monti a Roma per un primo abboccamento, prologo di un nuovo patto tra Province autonome e Stato che Dellai spera di siglare nel giro di qualche settimana.  Per la verità non era quella la sede nella quale definire tutti i nodi del difficile rapporto con Roma e i due governatori ben lo sapevano. Tuttavia il vertice non è stato certo inutile. In un clima decisamente difficile dal punto di vista economico nazionale e internazionale, ma anche della percezione delle autonomie da parte delle regioni a statuto ordinario, un colloquio franco con il governo era più che mai necessario. Monti ha anche ammesso che nella fretta degli ultimi provvedimenti qualche piccolo "sgarbo" alle autonomie è stato fatto. «Nel colloquio di un'ora e mezzo - spiega Lorenzo Dellai - abbiamo potuto aggiornare l'agenda dei temi che da oggi verranno affrontati da un tavolo di lavoro. Posso esprimere un cauto ottimismo e non tanto per la dipsonibilità del governo ad avviare il confronto, quanto per la delicata e difficile situazione che stiamo affrontando a livello nazionale, in un clima, oltretutto, di ostilità generale».  Monti, com'era scontato, non si è sbilanciato su nulla. Non ha dato garanzie (sa benissimo che sarebbe azzardato darle), non ha fatto promesse. «Ma ha dato dimostrazione - aggiunge Dellai - di grande serietà e correttezza. Non è tipo da farsi suggestionare dal clima nei nostri confronti, dagli articoli di giornale o dalle caricature che vengono fatte della nostra autonomia. Anzi, ha dimostrato particolare interesse al ragionamento generale che gli abbiamo presentato e cioè la nostra disponibilità a farci carico delle spese che lo Stato ha sui nostri territori. Il governo è concentrato sul risanamento finanziario dello Stato e una proposta del genere potrebbe soddisfare le esigenze delle parti».  L'interesse di Monti non si è tradotto in un via libera. Questo sarà deciso nel tavolo di lavoro di tecnici e funzionari, con una regia del governo (Giarda?). «Non illudiamoci - mette le mani avanti Dellai - ma quello che abbiamo fatto e che è stato apprezzato è stato un ragionamento di prospettiva e strutturale. In quel discorso ci entra anche la questione della riserva all'erario, così come la delega fiscale. Questo è solo l'avvio di un lavoro che però speriamo di concludere nel giro di qualche settimana». Obiettivo: arrivare al Parlamento con una proposta "blindata" (cioè non modificabile) che rinforzi l'autonomia e che dia allo Stato il contributo economico richiesto al risanamento, «ma con il criterio dell'equità - chiarisce Dellai - perchè l'impegno che ci è stato imposto con le ultime manovre è stato decisamente considerevole».
    03 febbraio 2012

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