di Luca Marsilli
ROVERETO. In Pasina dicono di saperlo da due anni; in Comune a diretta domanda della Lega Nord in commissione ambiente i tecnici non hanno smentito, se pur senza diffondersi in particolari. La conferma ufficiale arriva adesso dalla Provincia: c'è un progetto per realizzare adiacente al depuratore, al Navicello, un biodigestore per i rifiuti organici. Un impianto capace di smaltire in un anno 5 mila tonnellate di rifiuti umidi domestici. Non moltissimo se paragonato al biodigestore di Cadino, a nord di Trento, che ne tratterà 25 mila. Ma è comunque una capacità più che sufficiente per trattare tutto l'umido di Rovereto. Sarà in qualche modo integrato nel depuratore, nel senso che utilizzerà modalità operative che mettono i due impianti in simbiosi. Sono le dimensioni del depuratore a dettare quelle del biodigestore: per un impianto come il nostro, si ottiene il massimo risultato con un impianto da 5 mila tonnellate. Di più o meno e andrebbero in sofferenza entrambi. A questo punto cambiano radicalmente le prospettive. Un ulteriore investimento su quell'area allontanerebbe ulteriormente l'ipotesi (già ritenuta azzardata da molti) di spostare in un'area più idonea, meno vicina alla città e al parco fluviale di Adige e Leno, anche il depuratore. Di fatto al contrario si realizzerebbe un vero e proprio «distretto produttivo» del rifiuto: i reflui urbani, con l'essicatore per trattare i fanghi già esistente, ed il biodigestore per trattare l'umido. Fianco a fianco con Pasina, che ragionando in positivo potrebbe a quel punto offrirsi per l'umido della comunità di Valle e di altre zone della provincia. Assieme a sfalci e legnami, anche di Rovereto. Tutto questo ammesso che la stessa Pasina riesca a sopravvivere alla durissima crisi che sta attraversando. Un chiarimento definitivo, anche dal Comune, sul futuro del Navicello e degli impianti serve anche a loro.
03 febbraio 2012