Vigili del fuoco in azione per riempire lacquedotto di Arco rimasto a secco alcune estati fa
ARCO. L'inverno che stiamo vivendo non verrà certo ricordato per le abbondanti precipitazioni. Anzi, se non vi saranno colpi di coda questa stagione rischia di passare agli annali come una delle più asciutte degli ultimi decenni. La scarsità di riserve idriche rischia di creare forti disagi in estate, soprattutto ad Arco. Per risolvere definitivamente il problema il Comune ha deciso di realizzare una nuova conduttura che collegherà la città al bacino del Cretaccio. La giunta comunale ha dato l'ok a questa operazione di rinnovo della rete idrica la cui gestazione, su spinta dell'assessore al patrimonio Tomaso Ricci, ha mosso i suoi primi passi ancora nella passata legislatura. Il sindaco Paolo Mattei, nell'ultima riunione con il proprio esecutivo, ha approvato il progetto in via definitiva. L'intervento prevede una spesa di poco inferiore al milione di euro (680 mila euro di lavori e il resto a disposizione per espropri, elaborati ed imposte). Ora si andrà a caccia del finanziamento da parte del Fondo Unico Territoriale che la Provincia mette a disposizione per le opere sovracomunali. L'obiettivo, in buona sostanza, è distribuire anche ad Arco (oggi ne beneficia la sola zona del Linfano) l'acqua accumulata nel bacino del Cretaccio - a sud della città - che proviene dalla sorgente del Sass del Diaol a Dro. I vantaggi dell'operazione, come hanno avuto modo di sottolineare lo stesso sindaco e i suoi assessori, sono molteplici. Innanzitutto arriverà, nelle abitazioni arcensi, dell'acqua dagli elevati standard qualitativi (quella proveniente dalla falda di Prabi ha più possibilità di "contaminazione" vista la vicinanza con il fiume Sarca) e soprattutto ci si metterà al riparo dai disagi che immancabilmente tormentano gli abitanti, soprattutto quelli del Romarzollo, nei giorni più caldi dell'anno. Infatti, la captazione dai bacini del Cretaccio garantirà la necessaria continuità nell'approvvigionamento idrico (niente più rubinetti a secco), senza contare la crescita costante della domanda dovuta ad un aumento quasi esponenziale della popolazione (200 abitanti in più all'anno). L'amministrazione comunale è intenzionata a rientrare velocemente dei soldi che spenderà. Oggi il prelievo dell'acqua dalle falde di Prabi costa 110 mila euro all'anno per il funzionamento delle pompe idrauliche. Grazie alla nuova conduttura si conta di tagliare tale uscita di circa 90 mila euro.
02 febbraio 2012