Servizio civile, si muove la Provincia

Dellai: «Preoccupati per i tagli, salvare i progetti»

     TRENTO. Nel periodo dei grandi tagli, anche il Servizio civile nazionale ne risente. La riduzione delle risorse al settore ammonta a 44 milioni di euro per 2012, 37 milioni nel 2013 e 29 nel 2014. Così recita la Legge di stabilità, ultimo lascito del governo Berlusconi, per quanto concerne il Fondo nazionale del servizio civile. «Il Servizio civile è regolato e finanziato dallo Stato. La Provincia di Trento collabora nella gestione dello stesso e, da qualche anno, ha deciso di aggiungere degli ulteriori progetti di competenza provinciale, che sono sostenuti nell'ambito delle Politiche giovanili - ha esordito a riguardo il presidente Lorenzo Dellai -. Siamo preoccupati della politica di tagli che ha coinvolto il servizio civile, perché crediamo che questa realtà possa essere utile non solo per i giovani ma di riflesso per tutto il Paese. Ora dobbiamo aspettare di capire quali saranno le decisioni del nuovo governo in merito». Si tratta di una vera e propria emergenza, dovuta al fatto che i tagli per il prossimo anno vanno a toccare anche progetti già avviati, bandi già conclusi, posizioni già attribuite. Giovani che possono aver già organizzato i loro 12 mesi di volontariato, la loro vita, magari in un'altra città. «Qualora il governo Monti non dovesse rivedere la decisione, dovremmo valutare la possibilità di usare risorse della Provincia per finanziare i progetti già previsti sul nostro territorio per il 2012, per la quota parte dello Stato. Al momento, la questione tocca 54 ragazzi - ha continuato Dellai - il problema va però a creare questioni giuridiche complesse, perché al giorno d'oggi il servizio civile è una competenza esclusiva statale». Data la situazione, però, bisogna cominciare a ragionare anche in un'ottica non solo dettata dall'emergenza. «In prospettiva, forse è il caso di considerare l'opportunità di slegare il servizio civile dalla logica della competenza statuale. Questo al fine di avere campo libero per creare un servizio civile per i giovani trentini promosso, gestito e finanziato dalla Provincia, che sia in collaborazione con lo Stato. E non il contrario», ha concluso il governatore. «Ora, tutto ciò non è possibile e dobbiamo pensare a far fronte all'emergenza che coinvolge i progetti che partiranno a gennaio».  L'altro lato della medaglia sono, poi, le realtà sia pubbliche sia del privato sociale che da anni danno spazio ai volontari del servizio civile. «Tante associazioni e cooperative riescono a vivere anche grazie alle risorse umane fornite dal servizio civile - è il pensiero di Michael Robinson della Cooperativa Is-Land, che da anni è a stretto contatto il servizio civile in Trentino - visti i tagli, forse bisognerà muoversi sempre più verso la prospettiva del volontariato puro, affiancando dei percorsi di formazione per la creazione di figure più professionalizzate nei vari ambiti». (s.b.)
    27 novembre 2011

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