Museo Foletto, nuove meraviglie

Arricchita la collezione sull'arte del farmacista dall'Ottocento in poi

      LEDRO. A poco più di un decennio dalla prima apertura, è stata ampliata la collezione di attrezzature, utensili sanitari e macchine per confezioni medicinali del laboratorio Foletto. L'inaugurazione dell'arricchito museo di Pieve di Ledro, che propone un viaggio nel tempo nella bottega del farmacista dall'Ottocento in poi, è avvenuta l'altra sera davanti a un folto pubblico, alla presenza dell'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza, del sindaco ledrense Alessio Brigà e dell'assessore comunale Giuliano Pellegrini.  Il rinnovato allestimento inizia nell'atrio d'ingresso dell'ottocentesca farmacia Foletto, totalmente foderata di scaffalature d'epoca, con cassettiere etichettate e ante alte fino al soffitto, con vetri molati a mano e un vasto schieramento di antichi vasellami da speziale del Settecento e dell'Ottocento.  Le altre sale sono dedicate ai macchinari (con la serie completa e funzionante di apparecchiature meccaniche per la fabbrica delle compresse), agli alambicchi e alle bilance, all'erbario datato 1890-1895 di Angelo Foletto, alla storia delle spezierie di Pieve e alla ricostruzione di una sezione della farmacia Foletto-Fioroni. A completare il tutto, a raccordo di un'esposizione impostata in modo pressoché circolare, una sala conferenze attrezzata per proiezioni, laboratori didattici e altri tipi di manifestazioni culturali.  Gli allestimenti delle sale raccontano la storia di una professione antichissima e affascinante, capace di un'incidenza sociale unica se collocata in piccole comunità come quella ledrense dell'epoca. L'esposizione consente di passare al di là del banco da speziale ingombro di bilance di precisione, di sfogliare antiche farmacopee e ricettari e di osservare da vicino i procedimenti chimici e meccanici di fabbricazione, rivivendo parte della giornata di un artigiano-professionista della sanità che ha sempre dovuto tenere aggiornate le proprie conoscenze medico-botaniche e le proprie attrezzature di lavoro, come avviene da quattro generazioni tra i Foletto, che dal capostipite a oggi hanno continuato a preparare medicamenti, sciroppi, pastiglie e miscele erboristiche con metodi artigianali, lavorando con ricette antiche i frutti delle montagne.  «Il museo Foletto - ha commentato l'assessore Panizza - ci consente di conoscere la complessità della professione dei farmacisti, una tradizione lavorativa di conoscenza e di storia di più generazioni le sue parole. In qualche modo ci fa entrare all'interno di questa attività che non rappresenta solo un esercizio commerciale, ma interessa davvero la vita della comunità».  Nell'occasione è stato presentato anche il libro "La famiglia Cassoni di Ledro" scritto da Paolo e Carlo Cis, primo atto della neonata associazione culturale "Achille Foletto", alla quale è affidata la gestione delle attività del museo, ripensato nella distribuzione delle vetrine e accresciuto di apparecchiature
    24 agosto 2011
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