di Sandra Matuella
Una scena di Give me money, give me sex. What the hell is happiness? che debutterà a Centrale Fies
DRO. "Give me money, give me sex. What the hell is happiness?" è il titolo del nuovo lavoro di Codice Ivan dedicato al tema della felicità, che debutterà in prima assoluta il 24 e 25 luglio alla Centrale di Fies per Drodesera Festival. Gruppo di punta del teatro di ricerca italiano, Codice Ivan è cresciuto in seno a Drodesera stesso, vincendo nel 2009, con lo spettacolo "Pink" il prestigioso Premio Scenario. Impegno intellettuale, critica, ironia, uso di nuove tecnologie, ma anche messaggi semplici e diretti, come dei cartelli bianchi con scritte provocatorie sulle condizione umana, caratterizzano il secondo lavoro di questo gruppo: anima di Codice Ivan e attore della nota compagnia di ricerca Motus è il trentenne altoatesino Benno Steinegger che racconta al nostro giornale il pensiero esistenziale prima ancora che teatrale, che sta alla base di "Give me money, give me sex", a partire, appunto, da sesso e denaro, i due grandi miti della felicità. "Parlare di felicità per noi è parlare di come si vive al giorno d'oggi, in un mondo in cui l'economia sta mettendo in dubbio tanti schemi politici e valori culturali: emergono alternative originali, come la Tobin Tax per dare più stabilità al mercato e prevenire la crisi finanziaria, a cui i movimenti New Global guardavano già 15 anni fa e che ora anche i governi più liberali come quello italiano e tedesco cercano di adottare".
Perché nel sottotitolo, oltre a sesso e soldi, chiedete anche una sigaretta e un caffè? "Evochiamo delle sostanze che, come il sesso e il denaro, donano una felicità personale: questa è una provocazione per andare nel senso opposto, perché non ho niente contro la ricerca del piacere individuale, a patto che questo non assorba tutta la forza che invece dovremmo mettere anche nella ricerca di come vivere meglio tutti insieme".
A fronte di un mercato che genera continui desideri per vendere più prodotti, come ad esempio, quelli della ricchezza e della bellezza da ottenere a tutti i costi, voi cosa rispondete? "Raccontiamo un aneddoto di una persona così vicina alla morte che non può più fare nulla, e solo allora si sente viva: paradossalmente, mentre si vive è difficile sentirsi vivi, presi come siamo dagli affanni e dalla ricerca di sé. Ben inteso, la ricerca è una cosa giusta e positiva, ma noi vogliamo credere anche in qualcosa di più bello di ciò che ci circonda e grazie al teatro e alla fantasia che riesce a muovere, si può andare oltre la realtà e oltre la nostra condizione umana".
Il teatro può aiutare anche ad uscire dalle chiusure della società? "Sì, noi stessi, come Codice Ivan, cerchiamo di combattere l'ipocrisia del non dire come stanno le cose e di rompere una superficie di apparenza per far emergere più autenticità possibile". Proprio sabato Codice Ivan si è aggiudicato il primo premio nel Concorso multidisciplinare per valorizzare la creatività artistica locale promosso dal festival Transart: il progetto "Score" verrà presentato il 30 settembre negli spazi a Bolzano nell'ambito di Transart 11.
18 luglio 2011