A sinistra uno dei centauri che erano con Mauro e un amico sconvolto
SPORMINORE. «Mi sono trovato la moto davanti all'improvviso, ho visto che il motociclista ha tentato una disperata frenata, ma è stato tutto inutile». Poche parole, quelle pronunciate con un fil di voce dall'ingegnere trentino che era al volante della Volkswagen centrata dalla Suzuki. Lui e la sua famiglia sono gli unici testimoni oculari della tragedia dal momento che i due centauri che viaggiavano qualche centinaio di metri dietro Mauro Calovi sono arrivati sul posto quando l'incidente era già avuto. Si tratta di Alessandro Erlicher e Mauro Tavonatti, entrambi di Coredo, che Calovi aveva raggiunto di primo mattino e con i quali era partito per uno dei soli soliti giri. La tragedia di ieri è la seconda che, nel giro di poche settimane, vede un giovane trentino perdere la vita sulle nostre strade. Il 26 marzo scorso, vittima di una caduta fatale all'altezza del «Vecchio mulino» di Vezzano con la sua Kawasaki Ninjia, era stato Daniele «Pedro» Pedrotti, ventenne di Canova anch'egli grande appassionato di moto e talentuoso pilota di go-kart. Pochi giorni più tardi, inoltre, il 9 aprile, a riportare gravi ferite era stato il ventunenne Stefano Deavi che, anche lui in sella ad una Ninjia, era rovinato a terra nella zona di Capriana. Il 25 aprile scorso, infine, un motociclista tedesco è morto schiantandosi contro una macchina a Fondo, in val di Non.
09 maggio 2011