Decine di paioli (nella foto tenuti docchio dal senatore Molinari) sono pronti ad entrare in azione nella giornata di domani E con essi altrettante pentole per bollire le mortadelle
RIVA. È un appuntamento atteso e conosciuto non solo nel Basso Sarca e in tutto il Trentino, ma anche in tutta la penisola: è quello con "Polenta e Mortadella", tradizionale iniziativa in programma domani a Varone e segnalata anche in un'apposita pubblicazione tra le sedici proposte "cult" (quella più a nord) a livello nazionale dall'associazione polentari di Italia. Dopo la sfilata delle 13.30, accompagnata dalla "Pras Band", alle 14 nel piazzale della canonica della frazione rivana inizierà la distribuzione gratuita di leccornie. Nella sua forma attuale, la festa - omaggiata nel 1949 da una poesia di Giacomo Floriani - risale all'Ottocento (sicuramente almeno al 1877), ma origini ancora più antiche rimanderebbero addirittura al 1463, anno in cui si segnalano le prime "somministrazioni" pubbliche di cibarie in territorio varonese. L'unico elemento che potrebbe guastare l'evento curato dal comitato Polenta e Mortadella attualmente presieduto da Roberto Rigatti - caratterizzato pure alle 16 dall'esibizione del gruppo folk "Tac tirol" e dalla presenza di un fornitissimo bar-ristoro con degustazione di vini tipici - è il maltempo: nel caso in cui facesse capolino, il tutto sarà rinviato alla domenica successiva, il 20 marzo. Come accade ormai da quasi trent'anni, la distribuzione delle gustose pietanze - che riguarderà anche gli ospiti della casa di riposo e gli aventi diritto a pasti a domicilio - sarà preceduta da "Quattro passi in attesa di polenta e mortadella", una marcia non competitiva organizzata dal Gruppo Iniziative Varone che prenderà il via dal parco del Pernone tra le 9 e le 10; la gara si snoderà lungo quattro percorsi (della lunghezza espressa in chilometri rispetivamente di 6, 9, 17 e 3 per i portatori di handicap) nel paesaggio mediterraneggiante dell'area del Benaco settentrionale, in una sorta di promozione a tutto tondo dela zona (grazie anche al libro "La polenta nell'Italia dei polentari") che unisce fascino ambientale e storia culinaria del Sommolago. Come di consueto, la manifestazione sosterrà un progetto umanitario curato dal Gruppo Missionario Alto Garda e Ledro. (m.cass.)
12 marzo 2011