In diversi istituti del Trentino, buona parte dei docenti hanno dimostrato la loro rabbia sospendendo le lezioni per un minuto, alle 12 in punto. Una manifestazione spontanea, scaturita da un passaparola via sms
Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi
TRENTO. Un minuto di silenzio in polemica con le affermazioni offensive del premier, Silvio Berlusconi. Così, in diversi istituti del Trentino, buona parte dei docenti hanno dimostrato silenziosamente e pacatamente la loro rabbia sospendendo le lezioni per un minuto, alle 12 in punto.
Una manifestazione spontanea, scaturita da un passaparola via sms partito domenica sera. Questo il testo del messaggio arrivato a molti docenti: "Domani (lunedì) a mezzogiorno un minuto di silenzio per l'offesa agli insegnanti della scuola pubblica da parte del presidente del consiglio. Gira il messaggio".
Difficile dire con esattezza quanti abbiano aderito all'iniziativa, ma certamente il malumore della categoria, anche nella nostra provincia, è decisamente alto. Su molti siti internet l'indignazione è più che esplicita rispetto alle affermazioni dell'altro giorno del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
«La scuola pubblica non educa, gli insegnanti non sono in grado di educare», aveva detto. «Inculcano idee diverse da quelle che vengono inculcate nelle famiglie». Parole che, ovviamente, hanno scatenato la rabbia dei docenti che in Trentino hanno reagito con un minuto di silenzio. Ma c'è anche qualcuno che ha reagito scrivendo il proprio dissenso. «Parla proprio Berlusconi, l'uomo del bunga bunga, che ha sfasciato la scuola pubblica». (j.t.)
01 marzo 2011