Lultimo attacco alla giunta di Trento: «Non vogliamo sopportare i vostri odori»
Larea in cui dovrebbe sorgere il nuovo impianto proprio al confine con la provincia di Bolzano
ROTALIANA. Lo scontro fra Trento e Bolzano sul progetto di un biodigestore al Cadino aumenta d'intensità: l'altro pomeriggio il consiglio provinciale di Bolzano ha infatti approvato all'unanimità la mozione di Elena Artioli della Lega Nord per sollecitare la giunta trentina a rivedere il progetto per il nuovo impianto che «causerebbe tanti disagi ai cittadini di Salorno, Cortaccia e Magrè». I timori riguardano i cattivi odori, ma c'è anche la rabbia (degli altoatesini) per non essere stati coinvolti. Tutto questo mentre sono ancora pendenti i ricorsi al Tar sul progetto della giunta provinciale, presentati dai residenti di Salorno, di Cadino e dalla concessionaria d'auto Rotalnord (che ha sede poco distante dal luogo scelto per l'impianto). Dopo aver rimarcato i disagi che comporterebbe per i residenti di Salorno, Cortaccia e Magrè la prevista realizzazione del biodigestore a Cadino e le numerose proteste registrate nell'ultimo anno contro questo progetto - tanto da arrivare alla costituzione di un comitato formato dai cittadini dei tre comuni - Elena Artioli (Lega Nord) ha chiesto all'aula di impegnare con una mozione la giunta a chiedere ai colleghi trentini «il blocco della localizzazione di Cadino quale sede dell'impianto per approfondire dal punto di vista scientifico la conformità territoriale e l'individuazione di un sito adatto, che non danneggi realtà economiche e comunità intere». Nel documento si auspica inoltre «che le localizzazioni vengano decise, dopo uno studio tecnico indipendente avente per oggetto tutte le problematiche legate al territorio, ai comprensori o ai comuni, con l'accordo dei sindaci interessati territorialmente, nel caso in cui i siti interessati dovessero essere ai confini di province limitrofe, per evitare spiacevoli posizioni o azioni di forza da parte dell'una o dell'altra parte». Artioli ha invitato la Svp ad appoggiare la mozione, dimostrando coerenza con le proprie affermazioni. Dieter Steger (Svp) si è detto d'accordo con la mozione e ha sottolineato come non sia corretto «creare in una provincia delle opere che siano di disagio per la provincia confinante». L'assessore all'ambiente Michl Laimer ha precisato «che l'impianto darebbe problemi di odori e che si tratta di una questione difficile da risolvere». Mozione approvata all'unanimità.
La scheda L'area su cui dovrebbe sorgere il biodigestore è in località
Nassi, che fiancheggia in sinistra orografica la statale del Brennero a nord di Cadino, nel territorio del
Comune di Faedo, poco meno di due chilometri prima di Salorno. Oggi il terreno è occupato da un
vigneto. L'impianto dovrebbe essere capace di smaltire
18 mila tonnellate di rifiuti organici all'anno provenienti in prevalenza dalla Rotaliana e dalle valli di Fiemme e Fassa. L'ipotesi è oggetto di
tre ricorsi al Tar.
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02 dicembre 2010