di Aldo Pasquazzo
Il pericoloso accesso a sud di Ca Rossa per chi proviene da Storo e si dirige verso Darzo (foto Paolo Omicini)
STORO. Un anno fa, quando la tanto sospirata rotatoria a nord di Ca' Rossa venne inaugurata (grazie all'impegno dell'allora vice e ora sindaco di Storo Vigilio Giovanelli) sembrava chiaro che per dirigersi da Storo verso Darzo fosse quella la strada da seguire. Si accedeva alla rotatoria e poi si svoltava da qualsiasi direzione senza rischi e pericoli. Ma l'indicazione è stata seguita solo dai mezzi pubblici, tra cui quelli di Trentino Trasporti. Il resto del traffico ha continuato a usufruire di quella cunetta-dosso a Sotto Villo, evidentemente più breve e diretta e apparentemente anche più comoda, eppure priva di visibilità e stracolma di rischi. I ripetuti sopralluoghi effettuati dal Servizio viabilità della Provincia non sono serviti a far capire che quel passaggio andava chiuso. Lì, appunto, manca la visibilità e lo scorrimento delle auto lungo la statale mette a rischio coloro che da una infelice posizione intendono immettersi lungo l'arteria principale. Se è notte o piove, è facile immaginarlo, è anche peggio. Gli stessi funzionari provinciali hanno invece chiuso un ingresso poco lontano, utile a collegare il conoide residenziale di Ca' Rossa con la statale. In questo caso, è stata evidenziata una infinità di rischi, pure mai dimostrata da alcun incidente. Secondo gli automobilisti, lo stesso intervento precauzionale andava praticato qualche chilometro più avanti, ossia in prossimità dello stadio «Bettega» a Condino, dove la situazione (e siamo sempre lungo la statale 237 del Caffaro) è critica e a dimostrarlo ci sono stati diversi incidenti, tra cui anche mortali. E sono in molti a pensare che, anziché squarciare la collina di Ca' Rossa, si poteva pensare ad altre soluzioni, peraltro adottate, ad esempio, in quel di Cimego. Qualcuno sostiene così che sarebbe bastato tenere più basso l'attuale livello della statale, mantenere l'originale passo per Faserno e così salvaguardare anche una delle zone più belle di Storo. In questo modo, mettono in luce i sostenitori dell'alternativa, sarebbe aumentata la sicurezza di quel chilometro di variante collinare.
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30 ottobre 2010