Mutsumi Nakada e Davide Manfredi nella cucina del nuovo ristorante (foto Lott)
ROVERETO. A Rovereto era arrivata per uno stage nel 2001. Non l'unico in Italia per l'allora giovanissima cuoca giapponese Mutsumi Nakada, che prima di tornare in patria era stata anche in Piemonte ed in Calabria. Ma Rovereto, il Borgo e la famiglia Dalsasso le erano rimasti nel cuore. E qui era tornata due anni dopo, per restare. Adesso nel centro di Rovereto apre il suo ristorante, nei locali storici del Silenzio, in Santa Caterina. Il locale sarà inaugurato mercoledì prossimo. E segna una novità importante nel panorama della ristorazione locale. Mutsumi sarà lo chef e con lei in cucina c'è un giovanissimo al primo impiego, il diciottenne Davide Manfredi, di Mori. Giovanissimi e freschi di studi anche i due ragazzi che serviranno in sala. Giovane, a dispetto di una esperienza importanta maturata ormai in mezzo mondo, la stessa Nakada, trentottenne. Nell'allestimento del locale e delle cucine ha avuto il pieno appoggio di Rinaldo e Daniela Dalsasso; la cantina l'ha allestita con l'aiuto di Graziano Dalsasso. Insomma, più di uno zampino del vecchio Borgo che rispunta cinque anni dopo la chiusura, mai digerita dai roveretani. Ma non sarà, ovviamente, il Borgo che rinasce. «Io devo moltissimo alla famiglia Dalsasso - dice Mustumi - e non li ringrazierò mai abbastanza. Ma questo non sarà il Borgo, ma il mio ristorante. A me il Borgo è rimasto nel cuore: ho lavorato lì per tre anni, gli ultimi di quel locale. Mi piace che il mio ristorante apra nella stessa via del Borgo: fino agli anni sessanta largo Santa Caterina era ancora via Garibaldi. E apriamo il 27 ottobre: proprio il 27 ottobre, 31 anni fa, aveva aperto anche il Borgo. Una coincidenza suggestiva che spero sia di buon augurio, ma i collegamenti si fermano qua». Nel suo ristorante farà cucina trentina. «Magari capiterà anche qualche assaggio di cucina giapponese, ma professionalmente io sono italiana. E italiano, anzi trentino, sarà il menù. Puntando ad una cucina di qualità, basata su materie prime di eccellenza e creatività. Piatti locali, rivisitati e fatti alla mia maniera». Un esempio? Le trippe - chi non ricorda l'eterno cartello «Trippe anche a mezzogiorno» sulla vetrata del Silenzio? - che farà, ma cucinate nel Talento Doc. (l.m)
24 ottobre 2010