POLITICA

Elezioni di ottobre
è Divina l'anti-Dellai

Ora c'è l'imprimatur di Umberto Bossi in persona: «Il senatore Sergio Divina ha il via libera, all'unanimità, del consiglio federale della Lega Nord per la candidatura alla presidenza della Provincia di Trento» recita uno stringato comunicato. L'interessato: «Bene, ora si parta con decisione si è già perso molto tempo. Vedrete che metteremo in campo una squadra di grande qualità»
L'INTERVISTA Un trentino consigliere di Obama

    di Gianpaolo Tessari TRENTO. Ora c'è l'imprimatur di Umberto Bossi in persona: «Il senatore Sergio Divina ha il via libera, all'unanimità, del consiglio federale della Lega Nord per la candidatura alla presidenza della Provincia di Trento» recita uno stringato comunicato. L'interessato: «Bene, ora si parta con decisione si è già perso molto tempo. Vedrete che metteremo in campo una squadra di grande qualità». Forza Italia colta di sorpresa? A sentire Ettore Zampiccoli sì: «Dovranno prendersi la responsabilità di questa scelta».

    Senatore Divina allora è fatta? Come mai da Milano il via libera di Bossi è arrivato proprio ieri?
    Immagino che Bossi e Calderoli abbiano già sentito Berlusconi, Tremonti e Verdini e che abbiano tracciato, almeno a grandi linee, quella che dovrà essere l'organizzazione della campagna elettorale di ottobre. Non credo che Bossi, che è sempre stato rispettoso dell'accordo con il Pdl, abbia voluto lanciare un guanto di sfida. Qualche ragionamento è stato portato avanti.

    Ettore Zampiccoli, coordinatore di Forza Italia, pare colto di sorpresa. Possibile?
    Non so che dire. Certo non fa bene a nessuno questo voler tirare per le lunghe. I tempi ormai sono maturi e le valutazioni sono state fatte. E sono stati fatti anche i sondaggi. Oltre alle elezioni politiche che hanno dato il termometro dell'elettorato ed anche un certo indirizzo. Forza Italia si è un po' attardata in un groviglio di soluzioni, pluralità e contraddizioni che non hanno fatto bene alla coalizione: si trovava ingessata. Questa decisione fa bene anche a loro.

    Quindi secondo lei finiranno per accodarsi anche gli azzurri?
    Non possiamo prenderci il lusso di rompere con una pluralità di candidati alla presidenza. Invece abbiamo una pluralità di risorse che ci può consentire di mettere in campo una squadra di grande qualità. I nomi? Penso a Malossini, Viola, Zampiccoli, lo stesso Borga. Una squadra che dovrà contare anche su Carli e Morandini. Ma partiremo alla grande con un incontro pubblico probabilmente già sabato.

    Sono tutti assessori di una squadra di governo di centrodestra?
    Alcuni di loro apparentemente si sono posti come alternativi al sottoscritto, ma sono invece una squadra con grandi individualità. E non so se Dellai ha una squadra altrettanto valida, in termini di risorse umane, da contrapporre.

    Con quale centrosinistra sarete chiamati a confrontarvi ad ottobre? Nelle ultime settimane è cambiato con la nascita di Unione per il Trentino e del Pd.
    I trentini ormai sanno valutare bene le cose: e le operazioni estetiche, di facciata, non interessano a nessuno. Gli uomini sono esattamente gli stessi: c'è stata la trasmigrazione di qualche margheritino nel Pd e la Margherita è diventata Unione: nome che, viste come sono andate per loro le elezioni nazionali, non sembra neanche portare troppa fortuna. La gente guarda alla sostanza delle cose.

    E quale sarebbe?
    Quella di un Dellai che ha governato per dieci anni la Provincia in un certo modo e che poi, tutto d'un tratto, inizia a scimmiottare la Lega Nord. Comincia a fare gli incontri pubblici in piazz, come abbiamo sempre fatto noi, e decide di tagliare la quota di alloggi riservati agli stranieri negli alloggi Itea. Lo ha fatto dopo aver criminalizzato la Lega che questo lo ripeteva da anni. Insomma si muove sostanzialmente per dare risposte al Carroccio invece che all'elettorato trentino. Dellai non crede più nel suo programma e fa la brutta copia della Lega.

    Crede davvero che sia questa la lettura politica degli ultimi mesi della gestione Dellai?
    Parlano i fatti. Invece che copiare le idee altrui se un leader politico vede che le proprie idee e proposte non sono più gradite alla gente ne dovrebbe prendere atto serenamente: facendosi da parte e facendo calare il sipario.
    24 giugno 2008
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