IL DOPO ELEZIONI

Alle Provinciali arriva il Pd
Lunelli: "Sconfitta, colpa mia"

All'indomani della sconfitta elettorale, è tempo di fare i conti nel centrosinistra trentino, anche in vista dell'imminente scadenza delle provinciali. Ieri sera, di fronte al coordinamento della Margherita, Giorgio Lunelli si è assunto la responsabilità delle scelte e dell'esito elettorale, difendendo comunque il percorso svolto fino ad ora. Ma c'è anche la consapevolezza che il progetto di partito territoriale ha tempi lunghi di maturazione e serve invece una soluzione ponte per la prossima scadenza elettorale. L'ipotesi è di dare vita ad un Pd federato fin da subito.

    TRENTO. Punto uno: l'autocritica da parte del coordinatore della Margherita trentina, Giorgio Lunelli, l'ultimo rimasto al suo posto nell'Italia del Pd: «Abbiamo perso per una manciata di voti, ma abbiamo perso. Ci serve una risposta credibile e vincente per le elezioni regionali che arrivano maledettamente prossime. Sento in ogni caso il dovere di assumermi come coordinatore la responsabilità del voto di domenica». Lunedì al parlamentino la decisione di come armonizzare la presenza di una lista territoriale con un rimando al Pd sulla scheda: federato o del nord, ma difficilmente eludibile.

    Due le ipotesi sul piatto. Prima: gli ulivisti della Margherita confluiscono nel Pd assieme ai Ds, e il resto della Civica fonda un partito territoriale. Seconda: la Margherita si scioglie dentro il Pd e chi non ci sta fonda un partito territoriale confederato. Ha detto ieri sera Lunelli: «In sede locale, le elezioni anticipate sono arrivate a metà del guado nel percorso che avevamo iniziato per costruire il partito territoriale. La Margherita ha dato tangibilmente dimostrazione che non abbiamo barato: noi siamo parte integrante del Pd nazionale, abbiamo dimostrato di crederci, abbiamo aderito al progetto programmatico di Veltroni, l'abbiamo sostenuto e l'abbiamo spiegato con una presenza sul territorio che non ha risparmiato alcun dirigente della Margherita. I dati assoluti ci dicono che in Trentino il centrodestra ha vinto, senza però grandi incrementi rispetto a due anni fa: la Lega ha mangiato soprattutto i voti di Forza Italia; il centrosinistra - il dato è regionale - ha avuto un incremento di oltre 18 mila voti con un più 13,9% rispetto al voto dell'Ulivo del 2006. Al Senato, il progetto "Insieme per le Autonomie" è un progetto che noi abbiamo costruito proprio per questo; nella prospettiva, di medio e lungo termine, di garantire un motore politico alla nostra Autonomia. Un progetto che è l'opposto della chiusura, della difesa del castelletto piccolo e bello, un progetto che si fa carico della sfida di trovare sintesi tra l'asse dell'identità e quella della mondialità».

    Ma non solo: «Mentre noi siamo stati sottoposti a continue analisi del sangue per dimostrare il nostro essere autenticamente di centrosinistra (quasi che non si possa essere del Pd e al tempo stesso territoriali), la destra ha saputo interpretare questa esigenza con un'alleanza al nord con la Lega e al sud con Lombardo. Anche in Trentino, a ben guardare, l'incremento portato dal Pd, rispetto alla lista Insieme per l'Ulivo di due anni fa, non supera il 2%. Con una divaricazione tra le zone urbane (che sono a spanne il 50% degli abitanti) e le altre. Ma anche nelle realtà urbane esistono differenziazioni importanti: il Pd guadagna un 4,5 a Trento (arrivando al 38%), del 2,5 nell'Alto Garda (arrivando al 33), dell'1,3 in Vallagarina (arrivando al 35)».

    Ma per convincere la Margherita trentina tutto questo non basta: «Risultati lusinghieri, ma ben lontani dall'essere soddisfacenti per un partito a vocazione maggioritaria. La proposta di Veltroni è una proposta fondamentale per il Paese, ma non riesce ad essere vincente al Nord perché non si fa carico del problema della territorialità. La sconfitta in Friuli ci carica di un'ulteriore responsabilità. Siamo l'unica isola di centrosinistra al Nord e andiamo alle elezioni di autunno con un governo nazionale forte del risultato di questi giorni; con una forte stabilità parlamentare; con il consenso crescente della luna di miele di ogni inizio attività; con scelte politiche che al Nord si sono rivelate vincenti mentre noi non siamo stati capaci di essere rapidamente conseguenti alle nostre proposte».

    Dunque? «Credo che a questo punto, la Margherita debba avere il senso di responsabilità di comprendere che è necessario armonizzare due scenari: quello strategico (il grande partito territoriale per la Comunità Autonoma del Trentino) e quello più immediato, a breve, finalizzato a una risposta credibile e vincente per le elezioni regionali che arrivano maledettamente prossime». Ovvero una lista locale, anzi territoriale a cui mettere un rimando al Pd. Ma prima e più chiaramente della fotocopia del depliant con la firma e la foto di Veltroni con cui si è cercato di salvare capra e cavoli al Senato. Senza riuscirci.

    Termina Lunelli: «Il progetto che abbiamo lanciato al Senato andava proprio in questa direzione. Non volevamo chiudere il Pd nello spazio stretto del localismo. Credo che il consenso ottenuto non rappresenti affatto una disfatta; credo, anzi, che il risultato ottenuto sia la dimostrazione che c'è un grande bisogno di un'idea, di un sogno territoriale».
    17 aprile 2008
    Casa di Vita

    Barrette di riso soffiato e albicocche secche

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